Caso-Sneijder: il sindacato preme per scrivere con l’Uefa un regolamento europeo

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All’Inter faranno bene a tenere gli occhi aperti perché la vicenda-Sneijder rischia di uscire dai confini italiani e complicarsi a livello europeo. Il rischio non è tanto una causa per mobbing con intervento dell’Aic e la procedura ordinaria seguita a suo tempo anche da Pandev (che ottenne la rescissione) o da Ledesma (bocciato invece dal collegio arbitrale della Lega). Il rischio è che la vertenza con il fantasista olandese diventi la spinta per l’Uefa a scrivere un regolamento sulla gestione dei contratti dei top players. Qualche segnale si vede già e non è rassicurante per l’Inter e per chi si trova nella stessa situazione. Dopo aver denunciato l’esistenza di un “ricatto” il sindacato mondiale dei calciatori FIFPro, il sui segretario generale è olandese, ha cominciato a lavorare sotto traccia.

Nell’ultimo incontro a Nyon con Uefa, rappresentanti dell’ECA (associazione dei principali club), osservatori delle leghe professionistiche e Fifa infatti Theo van Seggelen è tornato sulla questione e ha ribadito la necessità di nuove norme a tutela di due categorie di calciatori.

Si tratta di tutti quelli che “vengono spinti a ridursi gli ingaggi” e di coloro che “vengono forzati a prolungare contratti in scadenza per evitare la partenza a parametro zero”. Giocatori che entrano in rotta di collisione con le società mentre ancora sono sotto accordo e che per questo  vengono “confinati in panchina” oppure “esclusi dalle convocazioni per l’attività agonistica”.

E’ l’identikit perfetto del caso-Sneijder (e Llorente) che, carte alla mano, rispetta i paletti posti dal contratto collettivo sottoscritto da Aic e Lage Calcio in Italia con l’obbligo di allenamenti con la prima squadra, ma sta finendo nel mirino dei vertici del calcio europeo.

“Abbiamo concordato tutti che si tratta di comportamenti non corretti perché alla base di ogni accordo c’è il concetto di stabilità di un contratto” ha spiegato van Seggelen. A Nyon si sta facendo strada l’idea che qualcosa si debba fare per evitare abusi da una parte e dall’altra. L’Uefa ha in mente le necessità dei club di contenimento dei costi e riduzione di salari non più in linea con il fair play finanziario, ma allo stesso tempo non può accettare distorsioni nei rapporti tra società e dipendenti.

Del tema si tornerà a parlare già prima di Natale. Secondo il potente sindacato mondiale esiste la volontà di scrivere un regolamento pur nella consapevolezza che non sarà facile mettere tutti d’accordo. Probabilmente serviranno mesi di lavoro, ma il messaggio è lanciato e l’Inter (con gli altri) non può fare finta di nulla.

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