Messi-record: 86 gol in un anno. Anatomia del fenomeno che ogni tanto sbaglia…

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E alla fine è arrivata anche la notte del record più bello, quello che durava da quarant’anni e che apparteneva a un grandissimo del calcio come Gerd Muller. 85 gol in un anno solare. Sembrava impossibile e, invece, Leo Messi è riuscito a mettere il suo nome accanto a quello del baffuto tedesco che ha segnato un’epoca. La notte del record è arrivata a Siviglia in casa del Betis. Palcoscenico di periferia per la recita più attesa, vissuta in mondovisione con Leo protagonista unico. Per togliersi il pensiero ci ha messo meno di mezz’ora, il tempo per una doppietta e per salire a quota 86.

Messi ha giocato, segnato e soprattutto scacciato la grande paura provata uscendo in barella dalla gara contro il Benfica. Sarebbe stato un peccato e, forse, anche un rimorso per Tito Vilanova che gli aveva negato la maglia da titolare come se il primato di Muller non fosse un obiettivo storico da raggiungere a tutti i costi. Leo è stato debole e umano per una notte e tutti abbiamo scoperto quanto bisogno abbiamo di lui e delle sue pennellate di calcio.

Il record durava da quarant’anni esatti. Lo aveva stabilito Gerd Muller nel 1972 segnando 85 gol in 60 partite. Era stata una stagione memorabile per il baffuto centravanti tedesco. 42 reti nel campionato (34 partite), 10 in Coppa dei Campioni (4), 20 in coppe varie (15) e 13 con la maglia della Germania Ovest, performance impreziosita dal trionfo nell’Europeo, primo della storia del calcio tedesco con prestazione monstre nella finale contro l’Urss.

Una leggenda che è capitolata solo davanti alla corsa senza ostacoli della Pulce argentina il cui 2012 lo porterà dritto a conquistare il quarto Pallone d’Oro consecutivo pur non avendo sollevato trofei con il Barcellona e la nazionale con l’eccezione della Copa del Rey. Poco. Pochissimo. I numeri, però, sono impressionanti. Ecco come Messi ha diviso le sue perle: 56 in Liga (36 partite), 13 in Champions League (11), 3 in Copa del Rey (7), 2 in Supercopa contro il Real Madrid (2) e 12 nelle 9 sfide con la maglia dell’Argentina.

Il suo passo è stato irresistibile sia prima dell’estate che dopo. Da settembre a oggi ha trovato la via della rete 30 volte (21 in Liga e 5 in Champions League). Ha realizzato 12 doppiette e una tripletta. Una macchina che conosce soste solo le pochissime volte che Vilanova (e Guardiola in precedenza) decidono di concedergli un turno di riposo. Capita così raramente che diventa una notizia. Quando gioca Messi non esce mai. Non accade da 103 partite consecutive. Un altro record.

In carriera l’argentino ne ha messi in tutto 310. Qualche curiosità: il piede preferito per far male ai portieri avversari è il destro (189 gol) piuttosto che il sinistro (43). Qualche volta ha colpito di testa (12 tra cui la rete memorabile nella finale di Champions League a Roma nel 2009), su rigore ne ha realizzati 35 (ma contro il Chelsea nel ritorno della semifinale 2011-2012 tirò sulla traversa) e 10 su punizione. Prende botte ma ha una resistenza fuori dal comune. La dimostrazione? 129 gol nei primi tempi e 181 nella ripresa. Quando gli altri sbuffano e lui continua a dipingere calcio.

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