La campagna elettorale di Berlusconi

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La buona notizia per i tifosi del Milan è che si vota a febbraio e il mercato invernale chiude prima. Molto prima. Quindi è probabile che le promesse natalizie di Berlusconi si trasformino in azioni concrete e non restino solo parole al vento anche se toccherà a Galliani far quadrare i conti perché la priorità per la casa madre, in un anno di bilanci in rosso per Mediaset e Mondadori, è comunque limitare al minimo investimenti e perdite. In ogni caso l’annuncio che il Milan è pronto a tornare sul mercato e a rinforzarsi che il presidente ha dato durante la tradizionale festa di Natale rossonera non può non essere accolto con soddisfazione.

Al calcio italiano di oggi manca il Milan esattamente come mancava fino a due stagioni fa la Juventus. Che torni a investire per essere competitivo è una buona notizia per tutti e che lo faccia anche per compiacere i progetti politici di Silvio Berlusconi è un problema che riguarda solo in parte il calcio.

Quello che stuzzica delle parole del presidente rossonero sono i riferimenti al modello giovane. “Compreremo solo under 22” ha detto e la sua ricetta è identica a quella imposta da Mourinho al Real Madrid nell’estate del 2010 quando fece spendere per Ozil e Di Maria stando ben alla larga dagli eroi del Triplete che facevano la fila per essere portati in Spagna.

L’elenco degli osservati speciali è lunghissimo e, quindi, privo di qualsiasi senso. Ci sono Strootman e Finnbogason, entrambi provenienti dall’Olanda e segnalati da Van Basten. Potrebbe esserci il romeno della Steau Chiriches per la difesa. Quello che è certo è che proseguirà anche la campagna di razionalizzazione dei costi e la saudade di Robinho potrebbe non dispiacere poi tanto a Galliani se accompagnata da una robusta offerta.

La cosa interessante – come mette in evidenza la Gazzetta dello Sport – è che l’operazione rinnovamento sta diventando una costante non solo del Milan ma di tutto il calcio italiano. L’età media della rosa in mano ad Allegri è 26 anni e 7 mesi. Molto più giovane rispetto ad un anno fa ma ancora con margini di miglioramento. Le altre big? Roma 25,4, Inter 26,1, Juventus 27,9, Lazio e Napoli 28,8.

Curiosamente è anche la fotografia della classifica. Ci sono due squadre (Napoli e Juventus) costruite per vincere e valorizzare un progetto e altre (Inter e Roma) che stanno gettando le basi. Il Milan è nella terra di mezzo. A inizio anno ha lanciato proclami di grandezza smentiti dal campo. Adesso annuncia di voler invertire la tendenza. Se saprà essere coerente con se stesso e aspettare potrà costruirsi un futuro radioso. Anche dopo le elezioni di febbraio.

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