Ferrari-choc: “Non ho mai dopato Armstrong. E’ una cospirazione dell’Usada” (VIDEO)

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Il suo nome compare 480 volte nel dossier dell’Usada che ha cancellato l’epoca di Lance Armstrong riscrivendo la storia moderna del ciclismo. Secondo gli investigatori statunitensi Michele Ferrari è stato l’anima del sistema marcio e corrotto che ha costruito l’epopea di Lance che, pure, non ha mai fallito un test antidoping. Il dottore italiano, bandito a vita dall’Usada e squalificato anche in Italia, raramente parla delle accuse che gli vengono rivolte. Lo ha fatto in questa intervista esclusiva al canale satellitare Al Jazeera che merita di essere letta (e vista) perché rappresenta un documento importante.

Ve la offriamo tradotta dall’inglese all’italiano e con il VIDEO integrale

Dottor Ferrari, lei ha dopato Lance Armstrong?

“Non ho mai visto né sentito alcuna pratica dopante da parte di Lance Armstrong. Non mi ha mai chiesto informazioni sul doping. Ci sono sei ciclisti che mi accusano ma io non ho mai avuto alcuna relazione con nessuno di loro”

Eppure l’accusano di essere un mago del doping…

Da quando ho iniziato a lavorare con il mondo del ciclismo trent’anni fa ho fatto consulenze a centinaia di ciclisti. Più di uno in questi anni mi ha accusato di pratiche illegali con il doping e tutti questi pochi ragazzi che lo hanno fatto avevano una buona ragione per farlo”

Come può convincere la gente che lei dice la verità?

“Quello che posso dire sull’indagine dell’Usada è che non ci sono prove, in particolare non ci sono prove contro di me ma in generale non ci sono prove. Non esiste la pistola fumante da parte degli accusatoriQuello che posso supporre è che gli investigatori federali sono riusciti a dimostrare l’esistenza di pratiche illegali che alcuni atleti hanno gestito e organizzato per conto loro e che questi, per salvarsi, hanno dato conferme alla cospirazione dell’Usada. La chiamo così: cospirazione e non indagine”

Perché l’agenzia antidoping statunitense ce l’ha con lei?

“Non lo so, non conosco la ragione, ma immagino che sia perché sono diventato un obiettivo conveniente nelle inchieste su Lance Armstrong. E’ un fatto che all’interno della Us Postal o della Discovery non ci sia stato un solo caso di risultato positivo ai test antidoping mentre alcuni sono stati trovati positivi dopo aver cambiato squadra come Landis ed Hamilton”

Ha deciso come reagire alla squalifica dell’Usada?

“Sì. Stiamo prendendo in considerazione l’ipotesi di un’azione legale negli Stati Uniti contro l’Usada e contro la squalifica a vita comminata dall’Usada”

Perché Armstrong non si è opposto alle conclusioni dell’inchiesta dell’Usada che lo riguardano?

“Suppongo per stanchezza. E’ per questo che si è rifiutato di proseguire una vicenda che sarebbe andata avanti per anni”

Armstrong non ha mai fallito un test antidoping. Perché?

“Perché era pulito. Se è successo è perché lui era pulito, come sostengo, oppure perché i test non erano validi o, ancora, perché l’Uci era corrotta…”

Qual è esattamente il suo ruolo con gli atleti?

“Il mio lavoro consiste nel fornire agli atleti programmi di allenamento e proporre loro delle alternative perfettamente legali. La mia opera non ha nulla a che fare con il doping, anzi è un modo alternativo di fare senza utilizzare la pratica del doping”

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