A Manchester i conti non tornano

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Un rosso spaventoso da 97,7 milioni di sterline (120,2 milioni di euro) ma che a Manchester hanno accolto quasi festeggiando perché rispetto al passato è andata anche bene. Bilancio che non dovrebbe lasciare molte speranze di clemenza da parte della Uefa quello del City, se non fosse che il passivo accumulato nella stagione 2011-2012 e che da solo giustificherebbe la bocciatura in sede di fair play finanziario, rappresenta comunque un dimezzamento rispetto al -197,5 milioni di sterline (-242,6 milioni di euro) di un anno fa.

Numeri che certificano la follia degli sceicchi per inseguire Premier League, finalmente vinta a maggio, e Champions League che, invece, rimane un incubo. Perché spulciando nel bilancio presentato dagli sceicchi emerge che il passivo è così pesante da vanificare anche il tentativo di sistemare i conti raggirando le regole del fair play finanziario.

Non basta infatti aver vinto il titolo e aver migliorato i ricavi dalla biglietteria (26,9 mln euro +11%), dalle attività commerciali legate allo stadio come eventi, catering e hospitality (14,3 mln euro +13%) e dai diritti televisivi (108,3 mln euro +28%). Non basta essere tornati a prendere i soldi della Uefa per la partecipazione alla Champions League.

Nulla riesce a rimettere in equilibrio i conti del Manchester City, tanto che la proprietà nei mesi scorsi ha messo mano a un nuovo accordo di partnership con Etihad Airways. Dieci anni con sponsorizzazione di maglia, stadio e grandi eventi che da soli sono valsi un +100% alla voce ricavi commerciali, da 59,5 a 119,1 milioni di euro.

Un tesoretto da quasi 60 milioni di euro bruciato interamente dai costi di gestione della rosa di Mancini che da sola pesa in stipendi per 218,7 milioni di euro, il 77% del fatturato. Quasi un record a livello europeo City così come concepito può vivere solo grazie alla generosità dello sceicco Mansour.

L’operazione-Etihad Airways viene analizzata anche a livello Uefa per capire se non si tratti di un modo per sterilizzare le norme del fair play finanziario. Difficile che il City venga sanzionato. E’ molto più probabile che il bilancio presentato diventi il simbolo dell’insostenibilità della gestione del calcio a questi livelli. E’ esattamente il contrario della battaglia di Platini. Il 2014 con le prime sanzioni è dietro l’angolo. Avrà la forza l’Uefa per sapersi imporre?

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Comments

  1. La follia di chi? Egregio signor Capuano, prima di scrivere inesattezze cerchi di documentarsi magari andando a farti un bel viaggetto a Manchester! Lì, vicino allo stadio del City, scoprirà che lo sceicco Mansour, di comune accordo con le autorità locali, sta costruendo una cittadella dello sport interamente dedicata alla cittadinanza. I debiti, a Manchester, li fanno soprattutto i cugini dello United ma a loro è consentito tutto: persino di trasferire la sede legale del club alle isole Cayman!

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