La vittoria del Napoli, la fine della giustizia sportiva

CALCIOSCOMMESSE:DE LAURENTIIS, SENTENZA INGIUSTA E OFFENSIVASeguimi su Twitter e Facebook

Napoli assolto, punti di penalizzazione restituiti e corsa scudetto apertissima. La giornata della Corte di Giustizia Federale si è chiusa con il botto e ha visto un grande vincitore: De Laurentiis. Il presidente del Napoli ci ha messo la faccia e ha convinto i giudici a cancellare la penalizzazione per la vicenda-Gianello. Vittoria su tutti i fronti dopo una camera di consiglio che si è allungata oltre il previsto e ha visto spaccarsi i presenti in due fazioni.

Assolti anche Grava e Cannavaro che erano stati squalificati per omessa denuncia (6 mesi) dalla Disciplinare. Per il Napoli solo un’ammenda e una sentenza che riscrive di fatto la norma della responsabilità oggettiva (esclusa “perché il fatto non sussiste” e, dunque, Gianello non ha operato per commettere illecito e alterare il risultato) e sulla quale si discuterà a lungo. La certezza ora è che la lotta scudetto è quanto mai aperta e la nuova classifica dice Juventus 45 punti, Napoli e Lazio a quota 42. Rimane solo la squalifica di 21 mesi per Gianello.

Una decisione che azzera l’attuale concetto di responsabilità oggettiva. Lo stesso De Laurentiis si era battuto in prima persona per la riscrittura trovando un muro in Figc e Coni che ora, però, non potranno far finta di nulla davanti allo sgretolarsi di sentenze e inchieste. Non si tratta di cancellare tutto, ma di modularlo diversamente e di ripensare magari anche il rapporto tra giustizia ordinaria e sportiva visto che la seconda eredita dalla prima indagini e prove.

Discorsi che saranno caldissimi nelle prossime settimane. Abete è appena stato rieletto quasi all’unanimità alla guida della Figc e Palazzi si è appena visto rinnovare per un quadriennio l’incarico. Le bocce non sono ferme, ma probabilmente anche il clima intorno alla giustizia sportiva sta cambiando e il momento potrebbe essere opportuno.

La giornata si era aperta con l’intervento appassionato del presidente De Laurentiis davanti ai giudici della Corte di Giustizia. Una memoria difensiva appassionata letta in prima persona dal proprietario del club per rafforzare l’idea della massima attenzione verso il giudizio d’appello. “Sono qui personalmente a rappresentare il Napoli perché credo nella giustizia anche se la fiducia è stata messa a dura prova dopo il primo grado… Ci siamo ritrovati da innocente e colpevole condannato” ha attaccato De Laurentiis: “Abbiamo accettato la sentenza di primo grado perché diversamente non si poteva fare, ma è ingiusta e offensiva.Percorreremo ogni strada per riavere ciò che ci è stato tolto. L’accusa è infamante, la nostra è sempre stata una condotta specchiata, in 8 anni e 4 mesi di mia presidenza. Siamo lontano anni luci da logiche di accordi sotto banco, non fanno parte del nostro Dna, sono distanti anni luce dal nostro modo di fare sport”. E poi nel merito della vicenda la difesa dettata dall’avvocato Grassani: “Sono fantasiose contradditorie, ricostruzioni di un corpo estraneo allo spogliatoio. Una sentenza per una partita giocata quattro stagioni or sono. Tutto questo è ridicolo. Mi appello alla certezza del diritto, alla regolarità del campionato che sono principi ineludibili da riconoscere al Napoli e a tutti i soggetti”.

E per chiudere il De Laurentiis politico con un occhio alla riforma del sistema della giustizia sportiva: “La responsabilità oggettiva? Non vogliamo riformarla ora, ma valutate gli atti processuali, certi che riuscirete a discendere il vero dal falso… Non c’è spazio per vie di mezzo o sentenze salomoniche: siamo estranei a tutto. Il nostro campionato ce lo giochiamo sul campo e non vogliamo subire danni ingiusti che possano danneggiarlo… Pena la credibilità del sistema. Il calcio non deve avere paura di adeguarsi: il Napoli va assolto, come i suoi tesserati. Basta leggere le carte”.

Parole cui si era opposto il procuratore federale Stefano Palazzi che aveva difeso l’impianto accusatorio e la credibilità di Gianello: “Contradditorio? Per me non è così. Respinge prima le accuse poi le ammette. Come è normale così”. Ma poi aveva anche confermato la posizione di imbarazzo: “Non si puòapplicare una tabella indiscriminatamente, non è cosa giusta. In Bari-Sampdoria c’è un giocatore condannato per aver tentato di corrompere dei compagni e il club è stato sanzionato di un punto”.  La Corte di Giustizia ha fatto sintesi. Il Tnas scriverà la parola fine.

Per scaricare il dispositivo integrale della sentenza

Sentenza Corte Giustizia Federale

Per vedere un estratto dell’intervento del presidente De Laurentiis clicca qui

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  1. Perry Mason?

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