Pulvirenti santo subito?

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La polemica a distanza tra Andrea Agnelli e Pulvirenti su quanto accaduto in Lega al momento della rielezione a presidente di Beretta consente di testare quale clima attenda il calcio italiano nei prossimi mesi. O da una parte o dall’altra, sarà impossibile non schierarsi e gli eserciti sono già abbastanza ben delineati al primo incrocio. Basta fare la rassegna di come i quotidiani hanno presentato la risposta piccata di Pulvirenti ad Agnelli.

Il numero del Catania ha definito il comportamento del massimo dirigente juventino come quello di una “zitella isterica in crisi d’astinenza”. Provocazione forte, non c’è che dire, soprattutto perché in bocca a chi era appena stato nominato consigliere in Figc e, dunque, da oggi rappresentante degli interessi di tutto il calcio. Comprese le famiglie Agnelli, Moratti, Della Valle, De Laurentiis, Garrone e gli investitori Usa della Roma rimasti fuori.

Grandi nomi, grandi club, grandi bacini d’utenza e grande peso anche dentro il mondo dell’editoria italiana che, infatti, si è schierata compatta contro Pulvirenti. Commenti puntuti ovunque. Con Agnelli Tuttosport (ed era difficile pensare diversamente), La Stampa e il Corriere della Sera con tanto di richiamo ai doveri istituzionali del nuovo ruolo di Pulvirenti.

Durissima la Gazzetta dello Sport con tanto di editoriale del suo direttore Monti: “Signori si nasce e, modestamente, Antonino Pulvirenti lo nacque”. Duro perché diretto anche al Pulvirenti extra-calcio (“… l’uomo che questa estate ha fatto scendere dai suoi aerei Wind Jet migliaia di italiani…”) e con richiami al suo assoluto disimpegno fin qui nella politica sportiva (“… Se è vero, come è vero, che venerdì scorso Pulvirenti si è materializzato improvvisamente in via Rosellini chiedendo dove si tenesse l’assemblea…”).

L’apparente incongruenza dell’epilogo della vicenda-Lega è evidente da subito. Però il fuoco di sbarramento su Pulvirenti, che fino a prova contraria ha polemizzato con lo stile di molti altri suoi colleghi in passato, è sospetto. E allora – nella logica degli schieramenti contrapposti – fa sorridere anche la posizione presa dal Corriere dello Sport in una lunga intervista allo stesso Pulvirenti.

L’incipit vale il pezzo: “Euforico, questo sì, ma sempre con i piedi ben piantati per terra. Misurato anche nella polemica a distanza con il presidente bianconero Agnelli, il massimo dirigente rossoazzurro e fresco consigliere federale non si lascia prendere la mano”. Ecco. Misurato e con i piedi ben piantati per terra no. Siamo solo all’inizio e il clima è già quello dello schieramento senza se e senza ma.

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