ANALISI – Tanti sogni e zero soldi: adesso la serie A guadagna dal mercato

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Il bilancio è ancora parziale, ma comunque significativo e conferma nei numeri le parole di tutti uomini mercato. Non ci sono soldi e i presidenti hanno innestato la marcia indietro rispetto al passato. Era già successo questa estate con un rapporto spese/entrate positivo per 14,3 milioni di euro. A una settimana dalla fine della sessione invernale siamo a +9,6 milioni secondo i dati del portale Transfermarkt. Non è detto che duri fino al 31 gennaio, però è un segnale di controtendenza fortissimo.

Non è un caso che nella serie storica questo 2012-2013 stia rappresentando un momento di rottura forte per il calcio italiano che ha chiuso gli ultimi sette mercati di riparazione con il segno meno accumulando complessivamente un disavanzo di 165,3 milioni. Il record nel gennaio 2008 (-46) e in quello 2010 (-37,7). Ultimo attivo nel 2005 (+2,2).

Complessivamente è tutto il mercato calcistico europeo a essere in sofferenza. Chi sta spendendo di più come al solito sono i club della Premier League: 69,1 milioni di euro con un passivo di oltre 36. Poi la Ligue1 francese (45,7 perché sconta adesso l’arrivo di Lucas al Psg) con un bilancio di -15,5 e la Bundesliga che ha attratto Guardiola ed è il movimento più ricco e solido: 23,8 milioni immessi sul mercato e bilancio in negativo per 13,2.

Spese alte anche in Russia (30,5 milioni e -12,6), mentre la conferma che la crisi economica mondiale sta colpendo durissimo anche il calcio viene dalla Liga. Se in Italia non si esagera, in Spagna addirittura siamo all’anno zero. Nelle prime tre settimane di mercato i club hanno investito 1,8 milioni di euro e ne hanno incassati 4,3 (+2,5). Ferme Real Madrid e Barcellona. Il crollo degli istituti di credito sta penalizzando un sistema che si era molto affidato ai prestiti bancari.

Complessivamente fin qui la serie A è l’8° campionato per capacità di spesa. Davanti a noi, oltre a Inghilterra, Francia, Germania e Russia ci sono anche Brasile, Ucraina e Polonia. Queste ultime due aprono a riflessioni sui danni prodotti nel sistema-calcio italiano dall’aver perso l’assegnazione di Euro 2012 a favore proprio dei due paesi dell’Est. E’ stato come lasciar passre il treno per il futuro senza riuscire a salirci.

Nel saldo complessivo tra mercato estivo e bilancio parziale di questo mese di gennaio siamo a +23,9. Meglio di noi la solita Liga (+63,2) e in negativo tutte le altre: Premier League (-346,6), Liga Russa (-199,5), Bundesliga (-111,8), Superlig turca (-66,7) e Ligue1 francese (-36,5).

Come si vede l’erosione è lenta ma inarrestabile. Perdiamo terreno ovunque e risalire sarà difficile. Aver capito che i (pochi) soldi che ci sono non vanno buttati via è però un incoraggiamento. Manca una settimana.

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