VIDEO – Buffon, una vita in bianconero

Buffon

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Contratto allungato fino al 2015 perché non c’era altra soluzione. Perché Buffon non ha mai pensato possibile lasciare la Juventus e il club non ha mai pensato di potersi affidare ad altre mani. Rinnovo da bandiera e allo stesso tempo da top player, perché i 4 milioni di euro netti a stagione rappresentano comunque uno stipendio pesantissimo seppure più basso rispetto a quello di oggi. Gigi Buffon e Andrea Agnelli hanno firmato…

Ecco le parole di Buffon, atto d’amore verso la Juventus.

“Del primo giorno alla Juve ho ancora un ricordo molto nitido, però alla fine la cosa che mi turbò principalmente fu il fatto che catapultato da una realtà provinciale alla quale ancora oggi devo riconoscenza che è Parma, arrivai alla Juventus e la mia prima domanda, il mio primo timore era quello di vedere se fossi inadeguato a questo tipo di calcio, a questo tipo di società. Questa è stata la mia prima domanda, il mio primo punto interrogativo che mi sono fatto e che un pochino mi incuteva timore. per quel che riguarda delle offerte non ce ne sono state, anche perché non ce n’era bisogno, non c’era spazio per poter far sì che ci fossero”.

Gigi, è vero che ad un certo punto hai riflettuto se rinnovare solo per un anno. E se così qual è il motivo. Volevi misurare di volta in volta i tuoi stimoli? Il rendimento? Al presidente chiedo qual è il suo primo ricordo di Gigi Buffon e com’è cambiato in questi anni…

“No, il discorso di un anno è stato fatto da parte mia, è stata una proposta, nel senso che poi le proposte vanno condivise e valutate, perchè alla fine volevo in tutto e per tutto rendere la Juve libera da quello che posso essere io, possa rappresentare, nel senso che io credo che un giocatore, soprattutto con la carriera che ho io alle spalle, presente e mi auguro anche futura, giochi fino a quando è in condizione di poter esprimere il proprio valore e i propri livelli. Quindi mi sembrava un discorso coerente nei confronti della società. Chiaro che abbiamo valutato questo tipo di soluzione, però è anche vero che una società come la Juve non è che improvvisa, programma, per cui penso che fosse giusto da parte loro una controproposta di almeno due anni per avere la certezza che almeno nei prossimi due anni non dovranno valutare l’idea di prendere un altro portiere se le mie prestazioni saranno all’altezza della situazione. per cui abbiamo ritenuto giusto trovare questa soluzione biennale”.

Hai già programmato un futuro dopo il 2015? O hai una scadenza per la tua esperienza di calciatore. Poi, nella tua carriera. dove sta oggi questo Buffon? Sta ai primi posti? In media?

Per quel che riguarda la mia scadenza vivo alla giornata, nel senso che è giusto non porsi dei limiti, non darsi delle date, è giusto richiedere il massimo da se stessi, dal primo giorno fino all’ultimo, che non so quale sarà. Sicuramente ho la convinzione che adesso, tra un anno e mezzo, ci sarà un Mondiale e tra tre e mezzo ci sarà un’Europeo, ed io credo che a quella tappa io possa arrivare e ci possa arrivare come so, in queste condizioni. Per quel che riguarda il mio valore o la mia posizione attuale, non devo autocelebrarmi e non mi è mai piaciuto, sicuramente ogni volta che io commetto un errore penso che lo scalpore che suscita non l’ho mai visto in nessun altro portiere, perchè se parla due settimane, tre settimane, e poi magari dopo sei partite sbagli un rinvio..non è in un momento positivo. Per cui da lì capisco la stima che c’è in me e la differenza che c’è tra me e gli altri”.

Dove si posiziona invece la Juve attuale? Avete grosse chance di vincere la Champions attuale o di provarci veramente? Al presidente, se ci possono essere in funzione degli infortuni che ci sono stati, dei cambiamenti di programmi anche parziali in questo mercato invernale. Se è possibile che in questi giorni succeda qualcosa in attacco…


“Per quel che riguarda la squadra non è che ci siamo dati degli obiettivi ben precisi. Sicuramente, la speranza e l’auspicio è di poterci ripetere innanzitutto in Italia e confermare questo tipo di leadership che mancava da parecchi anni, da troppi anni. Questo sarebbe il primo tassello di conferma molto importante. Per quel che riguarda la dimensione europea, io credo che la Juve abbia dimostrato col campo e con i fatti, che è tornata ad essere una Juve competitiva. Come dico sempre, la cosa più importante, quello che conta, è quello, poterci giocare la partita, o un turno di qualificazione alla pari con tutti. Poi il vincere o il non vincere, il dettaglio, la fortuna o la sfortuna, fa la differenza. Ma avere questo tipo di certezza è stata una grande conquista che anche questa mancava da troppo tempo”.

Dopo l’infortunio alla schiena, durante quel lungo periodo difficile di riabilitazione, hai temuto di non poter tornare il Buffon che tutti conosciamo. E quando invece hai capito che saresti tornato quel Buffon. Poi sta crescendo in Italia una giovanissima generazione di portieri molto bravi: c’è qualcuno tra questi – penso a Perin e a Leali – in cui ti rivedi…

“Per quel che riguarda il mio infortunio, per la testa è passato qualsiasi tipo di pensiero, anche il peggiore. Potevo anche aver preso nel mio inconscio in considerazione il fatto di poter archiviare la mia carriera. Alla fine non è stato così, perchè sono una persona fortunata e perchè penso anche che ognuno abbia il proprio destino da seguire. Il mio destino probabilmente è quello di continuare a scrivere delle pagine importanti con la Juventus, con la Nazionale e col calcio italiano. Chiaramente ci ho messo anche del mio perchè nessuno mi ha regalato niente. ho avuto una buona determinazione e anzi, devo dire che mi ha fatto anche bene, perché mi ha dato una convinzione, un’energia, una rabbia che prima probabilmente non avevo in quanto davo tutto per scontato ed acquisito. E invece questi elementi sono determinanti per arrivare a dei grandi traguardi. E se adesso sono tornato quello che sono è probabilmente perché sono passato in mezzo a quelle difficoltà. Per quello che riguarda la generazione di portieri, sicuramente è molto florida, ce ne sono tanti e sono veramente tutti molto bravi. Fare un nome mi sembrerebbe ingeneroso nei confronti degli altri, sicuramente io ho avuto la fortuna di allenarmi con Leali e magari fra una decina d’anni potrò dire che Leali si allenava con me e l’ho tenuto a battesimo, perché ha realmente delle potenzialità per poter scrivere anche lui la storia del ruolo da portiere. E’ anche vero che quest’anno in Serie A c’è un portiere come Perin che sta facendo delle cose veramente eccezionali. Questo ci fa capire che il movimento dei portieri si è rigenerato, dopo anni di assenza”.

Per vedere il video dedicato dalla Juventus a Buffon ‘Una vita in bianconero’ clicca qui

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