Ma se il top player è Anelka meglio tenersi Del Piero…

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Non segna da 111 giorni (vacanze comprese) perché l’ultima prodezza con la maglia dello Shangai Shenhua) è datata 25 agosto 2012. In Europa il gol manca addirittura da 523: 20 agosto 2011 in Premier nel corso di Chelsea-WBA. In quell’occasione ha disputato anche gli ultimi 90 minuti interi nel calcio che conta. Poi solo spezzoni di partita fino al divorzio con il Chelsea e all’avventura inglese che ricorderà più per l’ingaggio che per i successi sul campo.

Nicolas Anelka è un’incognita oggi e non più il giocatore che è stato nel corso della sua carriera in Europa. A marzo compirà 34 anni e da dodici mesi esatti è un pensionato di lusso se si vuole considerare il campionato cinese per quello che è in questo momento.

La cosa preoccupante è che nemmeno lì è andato benissimo. Nel torneo nazionale ha messo insieme 22 presenze (sempre da titolare e senza mai essere sostituito) e 3 soli gol. Era partito benino, segnando in marzo (a Pechino) e aprile (contro l’Haugzan), poi si è perso fino ad agosto.

Nell’anno solare dei 91 gol di Messi (in Spagna e in giro per il mondo) lui si è fermato a queste 3 prodezze. Nella metà stagione precedente con il Chelsea aveva un bilancio di 15 presenze e 1 gollettino, tre sole partite intere e ben 9 affrontate iniziando in panchina.

I numeri non sono tutto però fanno riflettere. Anelka serve come rinforzo in vista della Champions. Uno da buttare nella mischia subito, insomma. Pronto sia tatticamente che fisicamente. Può esserlo dopo aver vissuto gli ultimi 18 mesi così? Il dubbio è lecito e apre a una domanda ulteriore che rischia di restare tabù nella Juventus attuale.

La domanda è: se l’uomo di esperienza e peso per la Champions deve essere Anelka, non valeva la pena tenersi Del Piero? Certo, la carta d’identità lo penalizza visto che a novembre ha compiuto 39 anni. Però la sua ultima stagione non è nemmeno comparabile con quella di Anelka: 27 presenze con la Juve e 5 gol.

Un crescendo quando Conte lo ha fatto alzare con più regolarità dalla panchina: un gol a gennaio (Roma, Coppa Italia), 2 a marzo (Inter in campionato e Milan in Coppa), 1 ad aprile (pesantissimo contro la Lazio) e quello dell’addio contro l’Atalanta.

In Coppa Italia titolare 5 volte su 5 e senza accusare problemi fisici o di tenuta. Non sarebbe bastato lui se l’alternativa doveva essere Anelka? Certo che sì. Ma la domanda resterà senza risposta e il perché lo ha spiegato Conte quando non pensava di doverlo nascondere. E’ tutto nel verbale del suo interrogatorio a Bari, pagina 9.

Racconta della finale di Coppa Italia persa contro il Napoli e dell’utilizzo di Del Piero “per una questione di equilibri”. Righe da leggere. Se Del Piero valeva Storari allora adesso meglio Anelka. O no?

Conte su Del Piero

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