L’Uefa minaccia: titoli cancellati se si esce dal fair play finanziario

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La data è il 30 aprile 2014. Mancano esattamente 15 mesi alla prima sentenza della Uefa sull’applicazione del Fair Play Finanziario, il giorno in cui sarà chiaro se, al di là delle chiacchiere, l’Uefa avrà la forza di sanzionare i club che non si saranno allineati ai parametri imposti. Con una novità scoperta dall’attenta osservazione di alcuni non-addetti ai lavori in un documento preparato in vista di una presentazione ufficiale e pubblicato dal sito www.tifosobilanciato.it

La novità è che nell’elenco delle sanzioni previste esiste anche la possibilità della revoca di un titolo conquistato sul campo. Si tratta dell’estrema punizione per le società ribelli in una scala che comprende 9 gradini: avvertimento, reprimenda, diffida, penalizzazione in punti, penalizzazione nei ricavi da competizioni Uefa, proibizione di registrare giocatori nelle competizioni Uefa, restrizioni del numero di atleti iscrivibili alle competizioni, squalifica dai tornei in corso o futuri e, appunto, revoca di titoli vinti sul campo.

Insomma l’Uefa ha deciso di continuare sulla strada della tolleranza zero e nei prossimi mesi si troverà ad affrontare gli spinosi casi di Manchester City e, soprattutto, Paris Saint Germain. Mentre infatti il City ha registrato negli ultimi dodici mesi un importante balzo in avanti del fatturato (anche grazie alla partnership con Etihad Airways che è sotto la lente di ingrandimento degli esperti), il Psg rimane un piccolo club con spese fuori controllo.

L’Eca ha chiesto all’Uefa un intervento durissimo sulla sponsorizzazione da 800 milioni di euro in 5 anni con l’Ente del Turismo del Qatar e le carte sono in mano ai legali. Sarà una battaglia lunga e difficile dalla quale dipende la sopravvivenza del fair play finanziario.

L’utilità delle norme Uefa è evidente anche dai dati contenuti nel documento riassuntivo. Alla fine del 2011: risultato netto negativo per 1,7 miliardi di euro (come l’anno precedente), fatturato totale 13,2 miliardi di euro con un impatto del 37% dai diritti tv e rapporto costi/ricavi al 153% di cui il 67% da costo del personale.

E’ la fotografia dello stato patrimoniale dei club iscritti alle competizioni europee. Fotografia insostenibile per l’industria calcio. Le società dovranno presentare entro luglio prossimo i risultati del bilancio 2011-2012 e dichiarare quali debiti siano scaduti. Poi entro ottobre dovranno mettere nero su bianco il bilancio 2012-2013 e dichiarare il budget per la stagione 2013-2014.

L’Uefa farà sintesi del materiale ed entro il 30 aprile 2014 si pronuncerà. Ad oggi molti sarebbero fuori. Non tutti saranno esclusi perché esistono anche delle attenuanti per i club che hanno invertito la tendenza nelle ultime stagioni.  Però sarà il giorno del giudizio. Temuto.

 

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