Allegri e Mancini: per chi tifa il CorSera

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Nelle ore febbrili che a Milano stanno decidendo il futuro tecnico di Inter e Milan, spicca la scelta di campo netta operata dal primo quotidiano nazionale (nemmeno sportivo) che di Milano ha da sempre rappresentato il salotto buono. Il Corriere della Sera tifa per Allegri e Mancini. Senza se e senza ma.

Nessun interesse illecito, sia chiaro. Solo uno schieramento evidente già da qualche settimana nel caso delle vicende di casa Milan ed emerso nelle ultime ore per quanto riguarda l’Inter. Del resto in via Solferino lavorano due giornalisti che sono i più accreditati come rapporti di vicinanza con le rispettive dirigenze.

Impossibile, dunque, non leggere tra le righe di quanto scrivono Alberto Costa e Fabio Monti. E così, dopo mesi a ricordare a Berlusconi quanto servissero investimenti e quanto fossero fuori luogo certe uscite pubbliche del presidente sulla competitività della squadra, Costa ha nelle ultime due settimane raccontato l’innamoramento per Seedorf rispolverando le passioni musicali di Berlusconi, ha sottolineato con forza i meriti (oltre agli errori) di Allegri e difeso il lavoro di Galliani che in questa partita sembra essere improvvisamente tornato il vaso di coccio.

Il retroscena su cosa avrebbe spinto alla rottura definitiva Allegri e il mondo Milan pubblica ora è clamoroso perché squarcia il consueto velo steso sulle cose di Milanello e dintorni. Scrive il Corriere della Sera: “Allegri se ne va lasciando una sorta di rapporto sullo stato milanista dal quale emergono ombre comportamentali e tecniche”.

L’addio ai senatori, secondo il racconto di Costa, “ha trasformato lo spogliatoio di Milanello in una sorta di chiesa sconsacrata in cui è andato smarrito il ricordo degli usi e costumi” di un tempo. Anche per questo Allegri aveva proposto a Gattuso di tornare a Milanello e di essere inserito nel suo staff: “Il gruppo di potere oggi è costituito da Balotelli, Niang, El Shaarawy, Constant e Mexes”, gente che un tempo non sarebbe nemmeno entrata a Milanello “se prima non avesse fatto tappa dal barbiere”. Insomma una mezza anarchia in cui c’è chi fuma in ritiro e anche El Shaarawy ha perso l’originale impeccabilità. Allegri avrebbe voluto usare il pugno duro ma era troppo tardi.

Cosa pensi il CorSera di Seedorf allenatore è noto. Ora si sa anche che ritiene Mancini la miglior scelta per il futuro dell’Inter. Che l’accordo con Mazzarri sia ormai sancito lo scrivono tutti e anche Fabio Monti. Il quale, però, non perde occasione per sottolineare come affidarsi al Mancio sarebbe una decisione che imporrebbe una svolta propulsiva anche in società: “Non una sfida come nel 2004” visto che ora Mancini è un tecnico esperto e vincente.

Possibilità? Quasi zero. “Se si parlassero di persona ripartirebbero insieme in cinque minuti” ha detto Monti di Moratti e Mancini. E chiude l’articolo ricordando che Mazzarri è in netto vantaggio “ma nel calcio le rimonte sono sempre possibili”. Più una dichiarazione di voto che il semplice racconto di quanto sta accadendo intorno al pianeta nerazzurro.

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