Ma Messi non è meglio di Maradona…

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Adesso Messi è ufficialmente “megl e Maradona”. Lo dicono i numeri, anche se la contabilità fredda delle statistiche non rende giustizia alla grandezza dei due geni argentini del calcio. Messi è meglio di Maradona. Lo ha superato nella classifica dei goleador della albiceleste: 35 contro 34. Davanti a tutti rimane ancora Batistuta (56 gol) ma è come una virgola in mezzo a un discorso.

Leo Messi ha fatto 33 e poi 34 e, infine, anche 35 in una notte buona quasi solo per gli sponsor che per averlo in campo contro il Guatemala hanno sborsato mezzo milione di dollari cash oltre all’ingaggio per la Federazione per avere la certezza di vederlo titolare. Un po’ come i meeting che si contendevano Bubka e lo coprivano d’oro ad ogni centimetro verso il cielo strappato con la sua asta magica.

Gli sponsor sono stati accontentati. Hanno avuto Messi, giunto allo stadio Mateo Flores alla 61° fatica della sua stagione, hanno avuto i gol e anche il record che in Argentina (e dal marketing) ora sarà celebrato anche oltre il suo valore. Perché Messi è un fuoriclasse e lascerà il segno, però che abbia superato Maradona nella classifica dei marcatori in nazionale non ha alcun significato né tecnico e nemmeno emozionale.

Ha segnato 35 reti la Pulce. Ne ha messe 20 in partite amichevoli, 12 nelle qualificazioni mondiali, 2 in Coppa America e una sola in una Coppa del Mondo. Una su 35 e per giunta inutile, segnata l’ormai lontanissimo 16 giugno 2006 a Gelsenkirchen a coronare il 6-0 dell’Argentina contro la Serbia. Nulla nel 2010. In tutto 3 gol (su 35) nelle due vere competizioni per nazionali.

Impossibile paragonarli a quelli di Maradona che griffò i Mondiali ben 8 volte e la Coppa America altre 4. Impossibile perché non c’è nulla nei 35 sigilli di Messi che possa anche solo avvicinare l’emozione suscitata dal numero 23 e dal numero 24 di Maradona, Città del Messico, 22 giugno 1986. Gli bastarono 120 secondi per entrare nella storia: mano de Dios (gol numero 23) e slalom del secolo (numero 24). Robe vere, autentiche, senza bisogno di sponsor e aiutini.

Anche per questo, forse, in Argentina stravedono per Leo ma non riescono a innalzarlo sopra Diego che rimane per tutti El diez, il ‘Dieci’. Un dio che nemmeno i record in sequenza di Messi potranno far cadere. Altri ne arriveranno perché il calcio moderno è fatto così: costruito apposta per macinare numeri e primati. Le emozioni, però, no. Quelle non hanno prezzo e nemmeno un cachet.

VIDEO – La tripletta di Messi in Guatemala

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Comments

  1. blanc et noir says:

    beh, oserei dire che menomale che messi i gol li fa solo con i piedi! personalmente ricordo che a quel gol mi sono emozionato pochissimo e incazzato tantissimo, ma presuppongo sia solo dovuto a una misera questione genetica.

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