La telefonata di Ambrosini

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Una telefonata può allungare la vita ma non la storia d’amore tra il Milan e Ambrosini. Il retroscena del ripensamento di Berlusconi dopo aver visto l’ex capitano piangere in conferenza stampa è in fondo una bella storia di sport. C’è un giocatore che avrebbe voluto andare avanti ed è stato accompagnato alla porta. E’ dispiaciuto ma composto. Capisce (e dice) che la società ha fatto una scelta in fondo comprensibile. Nessuno strillo, nessuna polemica se non il retrogusto amaro di un addio che si poteva anche posticipare di un anno.Fin qui tutto bello e giusto, compreso il no che Ambrosini ha risposto a Berlusconi che gli proponeva di restare ancora, colpito dalla compostezza dell’ultima conferenza stampa. In fondo è meglio così piuttosto che trascinarsi in un rapporto in cui c’è anche chi (Allegri) ha deciso di non ritenerti più centrale nel progetto.

Quello che non piace è che quella telefonata, che avrebbe potuto allungare la storia d’amore di Ambrosini e del Milan, finisce col rendere più debole il tecnico. Magari Berlusconi non voleva fare uno sgarbo al suo allenatore. Forse era solo sinceramente colpito dalle parole dell’ex capitano. Però la lettura che tutti hanno dato al gesto del presidente del Milan è stata quella di uno scavalcamento di Allegri che ha sottolineato con forza come comandare nel Milan sia difficile, quasi impossibile.

Eppure, mai come questa volta, le scelte di Max sono state coerenti. Ambrosini è stato un pezzo importante della rimonta del suo Milan. Non il tassello centrale, ma difficilmente avrebbe potuto esserlo. Ha giocato tanto: 20 presenze in campionato (1.237′) e 4 in Champions League (329′). In tutto 25 gettoni e 1.655′ in campo. E’ stato 33 volte tra i convocati in serie A e Champions, 20 volte titolare, 2 sole in panchina e altrettante in tribuna per scelta tecnica. Le altre 11 gare saltate sono state a causa di infortuni (10) o squalifica (1). Insomma, tutto tranne che un emarginato causa cattivi rapporti con il suo allenatore.

La conferma nelle scelte nei momenti decisivi. La doppia sfida contro il Barcellona? Titolare a San Siro (90 minuti) e al Camp Nou (fuori al 60′). Titolare a Torino contro la Juventus in Coppa Italia. Titolare contro Roma e Siena nelle gare che hanno sancito la qualificazione ai preliminari e prima Ambrosini era stato penalizzato dagli infortuni che gli hanno fatto saltare 4 delle ultime 8 partite di campionato.

Più di Ambrosini hanno giocato Montolivo (3.358′ in campo) e Nocerino (1.700′). Tutti gli altri centrocampisti della rosa di Allegri hanno fatto meno: Flamini (1.622′), De Jong che però è rimasto ai box per mezza stagione (1.254′), Muntari (1.107′) e Traorè (151′). Lui, Ambro, ha giocato spesso e bene. Poi Allegri ha deciso di puntare su forze fresche. Scelta legittima.Scavalcarlo o lasciar intendere che abbia agito per motivi personali non lo rende più forte ma lo delegittima. E’ un errore. Non sempre le telefonate sono la cosa giusta.

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