La rivincita di Marotta

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Beppe Marotta da Varese ce l’ha fatta. Ci ha messo due anni e un mese a realizzare il suo progetto e dare corpo ai sogni dei tifosi juventini. Esattamente 761 giorni da quel 25 maggio 2011 in cui pronunciò le parole che sarebbero diventate la sua maledizione fino a ieri. Fino al volo per Londra e alla stretta di mano con i dirigenti del Manchester City. “Tutti i grandi calciatori che abbiamo sondato hanno dato la propria disponibilità a trasferirsi a Torino, anche se non andremo in Champions League” aveva detto Marotta quel 25 maggio, seduto sulle macerie di una Juventus finita settima per il secondo anno consecutivo, fuori da tutto e ancora a metà strada tra il vecchio (Delneri) e il nuovo (Conte).Il termine ‘top player’ non lo aveva coniato lui ma Adriano Galliani, parlando delle difficoltà di mercato delle italiane rispetto alle big europee. Però Marotta se l’era trovato appiccicato addosso non senza fastidio, perché le certezze di maggio erano state via via spazzate dai ‘no grazie’ di giugno e luglio: Van Persie, Higuain, Suarez, Robben, Nani, Pepito Rossi, il Kun Aguero. Un elenco sterminato di rifiuti, cortesi ma sempre rifiuti, che aveva suscitato crescente irritazione nel popolo juventino e non poco imbarazzo in Marotta e Agnellii, costretti a peripezie per spiegare le ragioni dei fallimenti.

Qualche esempio?  Andrea Agnelli il 1° giugno 2012: “Due anni fa sarebbe stato inutile. C’era da costruire la casa ed è inutile metterci la tv al plasma”. Nulla. Nemmeno la scorsa estate fino al bidone Bendtner imbarcato a tempo di mercato quasi scaduto. John Elkann a inizio della scorsa estate: “Il top player è la squadra”. Ancora Marotta a maggio 2012: “La novità è un appeal diverso. Alcuni grandi giocatori sono disponibili mentre l’anno scorso abbiamo avuto difficoltà” e un mese più tardi: “Non abbiamo bisogno di top player o di star”. Fino alla capitolazione di Pechino (agosto 2012) con in mano la Supercoppa: “Abbiamo già dei top player in squadra come Asamoah. Dobbiamo guardare al mercato cercando giocatori che non siano utopie ma cose concrete e conciliare anche le nostre disponibilità”.

Per leggere l’articolo integrale e i retroscena sull’affare Tevez clicca qui

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Comments

  1. pd valdengo says:

    Reblogged this on .

  2. blanc et noir says:

    ora però, per favore, che qualcuno rottami zio fester! non se ne può più!

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