La Supercoppa de’ noantri

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Più che un gettone presenza alla fine la Juventus riceverà per la Supercoppa italiana una specie di mancia. Quanto? Ad andar bene mezzo milione di euro, il 20% dei 2,5 milioni che, secondo le stime più ottimistiche, la Lega Calcio potrà raggranellare organizzando la finale all’Olimpico di Roma piuttosto che a Pechino, Torino o anche sulla Luna. Ovunque, insomma, tranne che nel giardino di casa di Lotito che esce da questa vicenda con una vittoria così schiacciante da fare di lui il vero padrone del calcio italiano. Non è un demerito. Anzi.

La soluzione adottata dal Consiglio di Lega, che ha messo fine alla guerra tra Juventus e Lazio, crea un precedente difficile da cancellare quando – nei prossimi anni – si tornerà a litigare su tempi e modi di disputa della Supercoppa. E pensare che il contratto con la Cina era una delle poche medaglie che il calcio italiano poteva appuntarsi sul petto: soldi, marketing e visibilità su uno dei mercati emergenti del pianeta.

Invece no. E’ diventato un problema un minuto dopo aver firmato il contratto che ci legava a Pechino per tre edizioni tra il 2010 e il 2014 con possibilità di estendere l’accordo al 2015 o addirittura al 2016. I cinesi nel loro piccolo hanno dovuto incazzarsi per non perdere il derby di Milano dell’agosto 2011, De Laurentiis ha fatto il diavolo a quattro nell’estate del 2012 e la farsa del 2013 è sotto gli occhi di tutti. Ci si riprova tra dodici mesi e pazienza se è l’anno del Mondiale che rende una follia piazzare un viaggio in Cina a metà agosto.

Il precedente peserà perché, in nome del rimborso spese a Lotito, per la prima volta nella storia della Supercoppa si gioca in casa della vincente della Coppa Italia e, soprattutto, si crea una disparità di trattamento inaccettabile a livello economico. Il Consiglio ha deliberato che la Lazio riceverà i primi 1,8 milioni incassati. Poi toccherà alla Lega ripianare le sue spese (qualche decina di migliaia di euro) e il resto mancia alla Juventus.

Molto meno del 45% destinato per regolamento a ciascuno dei due club. Ci saranno ricorsi e contro ricorsi e la questione ci annoierà ancora a lungo avvelenando i pozzi già saturi del nostro calcio. Per la Lazio sarà una sorta di regalo di Natale anticipato. In fondo per vincere la Coppa Italia (che sarebbe meglio ribattezzare Coppa del Grande Raccordo Anulare), Petkovic e soci hanno dovuto scomodarsi ben una volta per andare e tornare da Torino. Per il resto solo comode partite casalinghe: 5 su 6 finale compresa.

Ora la Supercoppa a domicilio, domani chissà. In fondo muoversi da Roma deve essere scomodo assai e il discorso andrebbe allargato alla Coppa Italia in generale soprattutto nell’ipotesi che un giorno valga l’accesso diretto alla Champions League. Dal 2008 si disputa in partita unica all’Olimpico. Non in uno stadio neutro come può essere Wembley a Londra, ma in casa di Roma e Lazio che non a caso hanno presenziato a 4 finali su 6 vincendone ben tre. Per intenderci, solo l’Inter del Triplete è riuscita ad espugnare il fortino.

Fossimo nella Juventus, oltre che per la suddivisione dell’incasso, ci arrabbieremmo anche per la scelta delle sede non neutra (se proprio non Torino). Fossimo in Agnelli ricorderemmo le parole di Lotito pochi minuti dopo la rielezione di Beretta a commento dell’esclusione di Inter, Juventus, Roma, Fiorentina e Samp dal Consiglio (ovvero il 70% dei tifosi italiani) e l’ingresso di molte new entry: “Cambiare non significa ghettizzare, ma rendere partecipi tutti”. Era stato profetico il presidente della Lazio. Nessun ghetto. Solo una lauta mancia.

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Comments

  1. Giovanni però è la Juve che non ha voluto andare a Pechino.

  2. Frank77, la Juve ha chiesto fin da marzo dove si doveva giocare, e nessuno le ha risposto se non troppo tardi.

  3. blanc et noir says:

    scusate se metto in moto il neurone, ma se la juve era tenuta ad accettare pechino andava sanzionata disciplinarmente e se non era tenuta tutto il seguito è allucinante.

  4. blanc et noir ha colto nel segno, la decisione sull’incasso è degna di un boss di quartiere di infima categoria. Lotito ha ottenuto l’unica cosa a cui mira: i soldi

  5. Esatto, NON era tenuta. Capito, Frank?

  6. blanc et noir says:

    poi, se fossi un mascalzone, potrei pure pensare che zio fester il fattaccio di tevez non l’ha proprio mandato giù e si è mosso di conseguenza come un elefante nella cristalleria. ma niente paura, sono buonissimo.

  7. A Pechino si poteva andare anche l’anno prossimo, il contratto con i cinesi prevedeva mi sembra tre finali entro il 2014. Non solo, la sede da regolamento andrebbe decisa in ASSEMBLEA di lega, non in un consiglio di lega che assomiglia sempre di più ad un ristretto circolo della briscola con tanto di frequentazioni discutibili

  8. Paparazzi and said, I told my make-up artist that I needed more powder.
    Luckily though, individuals who are infected are completely unaware and can continue transmitting the virus to sex partners.

    Kanye didn’t have any earlier? In honor of Supervelma’s project, I thought I’d revisit some of these specifically affect the physiological
    roots of their phobic behavior.

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