“Tevez, El Shaarawy e il nostro calcio senza talento”

COSMI BRESCIA-ALBINOLEFFE Serie A Play Off 04/06/2008 PH.RICHIARDI FOTOCRONACHESeguimi su Twitter e Facebook

E’ in spiaggia a Formentera perché così ha deciso il calcio italiano dopo una stagione in cui ha fatto non bene (ma nemmeno malissimo) ed è stato tolto dalla panchina quando stava tentando l’impresa di salvare il Siena partendo con 6 punti di penalizzazione. Un’impresa, appunto, che ha lasciato Serse Cosmi prima senza squadra e adesso in vacanza forzata. Lontano dal calcio giocato ma non distratto. E ruvido, molto ruvido come sa essere. Così parla ai microfoni di ‘Tutti Convocati’ su Radio 24.

Serse è un paradosso che si trovi in vacanza da disoccupato mentre i suoi colleghi ripartono?

“Fare ogni tanto le vacanze tranquilli è anche un privilegio anche se è evidente che per chi fa il nostro lavoro queste sono le settimane in cui si vorrebbero certezze. Non dico che mi sono abituato, ma diciamo che vivo questa parte della carriera con la consapevolezza che esistono anche questi momenti”

L’interessamento del Santos è leggenda o verità?

“Non penso sia stata una bufala anche se personalmente non ho avuto alcun contatto. Di leggenda c’era solo il nome della società”

Sarebbe stato un onore…

“Sarebbe stato un sogno, uno dei tanti della mia vita professionale, soprattutto in un momento in cui il Brasile non è più paese d’esportazione. La Confederations ha confermato che quando vogliono mettersi a giocare rimangono inarrivabili”

A proposito di paradossi del nostro calcio, non è un paradosso che un talento giovane come El Shaarawy sia stato messo in vendita?

“Tutto il nostro calcio è un paradosso ed è diventato questo. Non dimentichiamo la parabola di Balotelli, come se ne è andato dall’Italia e come è tornato da noi”

Top player?

“Se dovessi pensare al nostro futuro senza un giocatore come lui sarebbe preoccupante. El Shaarawy potrebbe ripercorrere la stessa strada: un inizio di carriera straordinario e un momento non di flessione ma nel quale non poteva umanamente continuare a ripetere quello che ha fatto”

L’avrebbe mai scambiato con Tevez?

“Io no. Se tu pensi di poter vincere con El Shaarawy lo devi tenere. Se pensi che l’equazione giusta sia Tevez uguale vittoria allora lo puoi anche scambiare, ma nel calcio le equazioni perfette non esistono. Sono curioso di vedere la Juventus quest’anno…”

Superiore a tutti?

“Conte ha avuto tante critiche per il reparto offensivo degli ultimi due anni e sono curioso di vedere se, senza Matri e Quagliarella riuscirà a vincere ancora i campionati”

C’è chi si è spinto a paragonare Tevez e Llorente a coppie del passato come Bettega-Boninsegna o Trezeguet-Del Piero…

“Lasciamo perdere. Chi fa questi paragoni non ha conosciuto né Bettega né Boninsegna, oppure Del Piero, Inzaghi o Zidane. Quello era un calcio che non ha nulla a che vedere con quello di adesso dal punto di vista della qualità. Non esiste il paragone. Loro erano uomini assolutamente al di sopra, gli altri devono ancora dimostrarlo”

La ’10’ di Del Piero consegnata a Tevez non è un’operazione di puro marketing?

“Tevez è un ottimo giocatore e in questi due anni non si è fatto altro che parlare del top player. Secondo me l’avrebbero data a chiunque sarebbe arrivato perché c’è un’identificazione con quello che la gente pensa che manchi alla Juve. L’acquisto doveva essere inevitabilmente un numero 10. Però di numeri 10 alla Juventus ce ne sono stati parecchi. Quando andò via Platini, ad esempio, toccò a Magrin anche se allora non c’era il problema dei numeri…”

Al di là dei paragoni col passato, la scelta di Conte di costruire una coppia così è in controtendenza?

“Le eccezioni erano le squadre come la Spagna all’Europeo o il Barcellona che giocavano senza centravanti. Ma loro scelgono giocatori che interpretano quel modello di gioco, mentre da quanto esiste il calcio ci sono gli attaccanti. Chi ha provato a imitare gli spagnoli ha fatto delle figure ridicole come spesso capita a noi italiani quando vogliamo imitare gli altri senza averne la cultura”

Ci innamoriamo delle mode del momento…

“Non è questione di moda. E’ capire il calcio e spiace per chi oggi pensa di poter inventare qualcosa e invece non inventa nulla. C’è molta gente che non poteva nemmeno fare questo mestiere e invece lo ha fatto. Il calcio è estremamente semplice, poi c’è il talento degli allenatori che in alcuni momenti fa la differenza”

Stramaccioni aveva talento per sedere sulla panchina dell’Inter?

“Non posso giudicarlo io. Se si fa riferimento ai risultati si cade in un metro di giudizio che mi ha fatto spesso arrabbiare. Preferisco fare un discorso generale e dire che agli allenatori va riconosciuto un talento come accade con i giocatori e non, come adesso, considerarli solo dei gestori degli umori delle società e quando i club esprimono solo degli umori si vedono i risultati”

Napoli e Roma hanno scelto all’estero i loro tecnici. I migliori italiani sono andati via?

“I migliori sono all’estero e nessuno di loro, nemmeno se gli venisse proposto lo stesso ingaggio, avrebbe il desiderio di tornare. Non lo dico io, me lo hanno detto alcuni di loro che come prima cosa mi hanno consigliato di scappare dall’Italia”

Però adesso sono arrivati tecnici da fuori…

“Penso che, più che lo spazio per nuovi allenatori emergenti, si sia creato lo spazio perché alcuni dirigenti potessero far spazio ad altri allenatori. Ma quando Ancelotti, Spalletti o Mancini stanno fuori si perde qualcosa”

Conte deve ancora misurarsi con l’estero

“Penso farà bene anche lì perché ha mentalità e cultura del lavoro. E’ uno che sa cambiare e ha vinto nella Juventus che non è così semplice. Gli va riconosciuto grandissimo merito e lui fa bene a rivendicare che la sua Juve è un’ottima squadra ma non è la Juve di Capello”

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Comments

  1. il calcio in molti aspetti è bellissimo viene praticato in tutto il mondo anche nei paesi più poveri.
    la cosa che mi piace di più nel calcio e fa diventare più forte
    sono i dribling se uno dribla uno vuol dire che è più forte invece
    se quello la ruba a quello che sta driblando vuol dire che è più forte.

    • io credo che il mio calciatore preferito sia marco reus giocatore del borrussia dormund è attacante e a volte trequrtista per me
      lui è il più forte della sua squadra ma non segna spesso.
      invece quello che segna di più è robert lewandowski non dribla tanto ma ha un tiro della madonna cioè potentissimo. in più è
      lunico calciatore che in una semifinale di chanpios league ha fatto una quadripletta al real madrid.
      andiamo in italia a parlare del mercato del milan che sta facendo
      di tutto per acquistare honda ma il csk mosca non vuole assolutamente cederlo perchè cedere honda cosi è davvero un
      peccato perchè honda è dotato grandi capacità soprattutto a dare le palle in profondità e è il miglior assistmen del csk mosca

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