Allarme Conte: dove è finita la Juve?

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SOC-FOC-MLS-SPO-JUVENTUS-V-LOS-ANGELES-GALAXY---INTERNATIONAL-CHNessun allarme, d’accordo, perché in fondo è solo calcio d’agosto e non bisogna drammatizzare le sconfitte. Nessun allarme, ma l’andamento lento della Juventus in questo primo segmento non piace per nulla a Conte e la brutta figura rimediata a Los Angeles contro i Galaxy, che solo 72 ore prima era stati maltrattati dal Real Madrid, lo ha mandato su tutte le furie. Cosa succede alla Juve?

Diagnosi del tecnico: “Dobbiamo avere più fame. Buffon aveva fatto una dichiarazione importante dicendo che ha paura di un possibile appagamento dopo i due campionati vinti e basta vedere i gol presi oggi per rendersi conto che il pericolo c’è. Bisogna aumentare la concentrazione, essere bravi sul campo e non accontentarci di sentirselo dire. Da quando abbiamo iniziato non abbiamo mai vinto una partita, è ora di cambiare musica”.

La Juve battuta dai Galaxy è stata troppo brutta per essere vera. Sotto ritmo, sfilacciata, distratta e con testa e piedi pesanti. Un disastro nel primo tempo, con in campo solo tre titolari presunti (Buffon, Bonucci e Asamoah) e, se possibile, anche peggio nella ripresa quando sono naufragati i fratelli maggiori che Conte aveva gettato nella mischia cambiando ben nove undicesimi di formazione. L’immagine simbolo della serata è lo sciagurato retropassaggio con cui Pirlo ha messo in orta Keane per il 3-1 finale dopo che già Vidal aveva perso banalmente la palla dell’1-2 e la coppia Marrone-Ogbonna aveva gentilmente aperto la strada a Gonzales per il vantaggio iniziale.

Non è solo la sconfitta di Los Angeles, però. Il bilancio parla di k.o. ai rigori contro Milan e Sassuolo nel Trofeo Tim (con rigore sbagliato da Robinho e grande sofferenza contro la neopromossa). Poi partita persa ai rigori contro l’Everton (1-1 nei regolamentari) e crollo contro i Galaxy. La stizza di Conte abbraccia tutto l’inizio di stagione della Juventus e vale la pena provare a mettere in fila i motivi (tanti) di preoccupazione e le (scarse) consolazioni per il tecnico bianconero che sta cercando di riaccendere il motore della squadra che ha dominato gli ultimi due campionati. Ecco i punti delle difficoltà:

1 – CONDIZIONE FISICA INSUFFICIENTE

Il primo dato evidente è il peso sulle gambe della preparazione che Conte, come tradizione, vuole durissima. Questa non è necessariamente una cattiva notizia, considerato che la Juventus si avvicina a una stagione da 55-60 partite con in coda il Mondiale. Però dopo quasi un mese di ritiro è arrivato il momento di trovare un po’ di brillantezza perché senza riuscire a correre quanto gli avversari diventa difficile anche lavorare sull’inserimento dei nuovi e provare eventuali variazioni tattiche che da settembre in poi saranno quasi impossibili.

Per leggere tutte le domande sull’estate della Juventus clicca qui

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Comments

  1. pd valdengo says:

    L’ha ribloggato su .

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