Se il Vietnam non è un mercato

Inter VietnamSeguimi su Twitter e Facebook

Chissà se un giorno gli esperti del marketing saranno capaci di quantificare l’indotto (se esiste) provocato da questa fotografia che per un paio di giorni ha occupato le homepage e le prime pagine di siti e giornali di tutto il mondo. E’ lo scatto che immortala l’uscita dalla giungla del Vietnam di padre e figlio scappati dai bombardamenti nel 1973 a mai più usciti dal loro nascondiglio in cima a un albero.

Il soccorritore che li accompagna lungo il sentiero indossa la maglia dell’Inter con lo sponsor Pirelli in bella evidenza. Modello recente, quello con le righe larghe quasi come bande. All’apparenza non una maglia ufficiale ma una replica, chissà se un tarocco.

Sarebbe interessante che un giorno qualcuno quantificasse (se esiste) l’indotto di questa fotografia che ha fatto il giro del mondo e che curiosamente arriva nella settimana in cui Massimo Moratti ha annunciato la decisione di vendere l’Inter proprio per l’incapacità di renderla un marchio mondiale e commercialmente appetibile.

I numeri del resto gli danno ragione. Il settore marketing della sua società fattura una cinquantina di milioni che sono meno di quelli della Juve e la metà dei ricavi del Milan, punto di riferimento del calcio italiano. Per il paragone con le big europee meglio ripassare più tardi, magari tra un paio di decenni.

Però l’impatto di quella macchia nerazzurra in un contesto così lontano da tutto porta con sé una suggestione difficile da misurare con una fredda tabella di costi e ricavi. Il calcio rimane una questione di cuore e passione, e quel ragazzotto che ne indossa la maglia è probabilmente tifoso allo stesso modo delle decine di migliaia di indonesiani invasati che accolsero la squadra nel corso dell’ultima tournée a casa-Thohir. Quella che, per la vulgata, convinse il magnate che si poteva investire sui nerazzurri.

A quanti è capitato, in giro per il mondo, di sentirsi chiedere dal tassista di turno: “Italian? Football… Paolo Rossi,.. Robierto Bagghio…”? Magari con il nome storpiato un po’ e senza nemmeno aspettarsi indietro un granché, se non un sorriso appena sporcato dall’aria di chi. sì, ha la fortuna immensa di poterli vedere da vicino gli eroi. La verità è che l’indotto di questa fotografia è impossibile da calcolare, è quel patrimonio di amore senza confini che nemmeno la miopia a volte un po’ cialtrona dei nostri dirigenti è ancora riuscita a cancellare.

Inter Vietnam

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: