Lazio-Juve, la Supercoppa dei veleni

Juventus FC v SSC Napoli - 2012 Italian Super CupSeguimi su Twitter e Facebook

C’eravamo lasciati un anno fa sotto la pioggia di Pechino, con un palco mezzo vuoto e il Napoli schiumante rabbia mentre Buffon alzava al cielo cinese il primo trofeo della stagione. Cattivo presagio perché da lì in poi (ed era l’11 di agosto) il nostro calcio si sarebbe infilato in una serie di polemiche senza fine: arbitri, Lega, crisi. E’ passato un anno, ma se possibile la Supercoppa che Juventus e Lazio si giocano all’Olimpico nasce sotto auspici ancora peggiori. E’ una partita, ma vale molto di più perché mette di fronte club e proprietà nemiche su tutto. Una che oggi comanda (Lazio), l’altra che si è riabituata a vincere sempre (Juventus).

L’unica certezza è che non sarà un’amichevole. Del resto dopo un avvio stentato e nel quale era stata interpretata come vernissage di lusso senza troppo pathos, la Supercoppa si è trasformata da noi in obiettivo vero. Iniziare la stagione sollevando al cielo un trofeo fa gola a tutti. Questione di immagine, prima di tutto. E mai come questa volta vincere avrebbe un significato doppio: per la Juventus, che si dimostrerebbe più forte anche del fattore campo avverso, o per la Lazio, che proseguirebbe lo stato di estasi iniziato lo scorso 26 maggio con il successo nella finale di Coppa Italia contro la Roma.

Conte e Petkovic l’hanno preparata chiusi nei loro bunker. L’apparente serenità del tecnico serbo non inganni: la scelta di fare l’ultimo allenamento all’Olimpico è stata presa per proteggere la squadra da sguardi indiscreti. Lo stesso ha voluto Conte che ha vissuto una vigilia quasi nevrotica. Prima la rabbia per le condizioni dei campi della Borghesiana, poi la preparazione nel centro militare di Tor di Quinto (“centro sportivo di prim’ordine” secondo il sito ufficiale della Juve, meno secondo le testimonianze dei giocatori), infine la tensione alzata al massimo a caccia di spie. Proprio come un anno fa a Pechino quando i collaboratori di Mazzarri furono scovati dietro le vetrate del Nido d’Uccello e cacciati via.

A proposito di cinesi, chissà se qualcuno di loro farà notte per Juventus-Lazio. Contratti alla mano avrebbero dovuto godersela in prime time e direttamente a Pechino. Niente da fare. Si gioca all’Olimpico e si finirà per tribunali perché il minimo garantito a Lotito (1,8 milioni di euro) come riparazione per la mancata trasferta cinese non è andato giù alla Juventus. Non ci sarà il tutto esaurito anche se le biglietterie resteranno aperte anche il giorno della partita pur di superare quota 54mila tagliandi venduti. L’incasso? Meno dei 3 milioni di euro preventivati e alla fine alla Juventus ne resteranno in mano poco meno di 900mila considerati anche i costi di produzione della Lega.

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