Salvate il soldato Messi

Club Atletico de Madrid v Barcelona - Spanish Super CupSeguimi su Twitter e Facebook

L’allarme è suonato forte anche a Barcellona, dove pure sono abituati a vederlo in campo sempre e comunque e hanno accolto come una novità assoluta la scelta di Martino di togliere Messi al minuto 71 della passeggiata contro il Levante. La Pulce non sta bene. E’ stanco, infortunato e ha perso un pizzico dell’esplosività che lo ha reso unico nel mondo. L’allarme è suonato forte e i giornali catalani, sempre molto attenti a celebrare le gesta dell’argentino, hanno messo mano all’archivio e si sono accorti che Messi è riuscito a stare in campo tutti e 90 i minuti solo una volta nelle ultime 27 partite disputate tra Barcellona e Argentina, amichevoli comprese. Cosa gli sta succedendo? Non è solo l’infortunio muscolare patito nella finale di andata della Supercoppa contro l’Atletico Madrid. Ci sono anche le immagini rubate dalle telecamere dopo l’intervallo del debutto col Levante, con Messi piegato sulle ginocchia a vomitare. Il Tata Martino lo farebbe volentieri riposare anche un po’. E’ stato il primo allenatore del Barcellona a scegliere di toglierlo dal campo, infrangendo un tabù che sembrava inattaccabile. Non può e non è solo colpa sua. Sabella, ad esempio, ha già precettato Messi per la sfida delle qualificazioni mondiali del prossimo 10 settembre ad Asuncion contro il Paraguay. Chissà se prima di quella data la Pulce avrà giocato nella Liga (quasi impossibile a Malaga, forse a Valencia) o nel ritorno della Supercoppa a Madrid. Il problema, però, non è quello che Messi ha davanti, ma i mesi che si è messo alle spalle e che avrebbero dovuto rappresentare il momento del riposo e, invece, lo hanno visto in giro per il mondo come un globetrotter.

Lionel aveva chiuso la passata stagione sulle ginocchia: 61 presenze (69 gol), l’infortunio muscolare a Parigi a inizio aprile e le presenze decisive nel ritorno contro il Psg e da comparsa contro il Bayern Monaco. Stanco mentalmente e fisicamente, non abbastanza però da saltare le convocazioni dell’Argentina, salvo risultare inutile nelle gare ufficiali e buono per il bonus da mezzo milione di dollari nell’amichevole contro il Guatemala valso il sorpasso a Maradona nella classifica marcatori all-time dell’Argentina. Poteva bastare? No. Tra il 22 giugno e il 6 luglio altri 40.000 chilometri per comparsate, foto con sponsor ed esibizioni in Italia, Senegal, Argentina, Colombia, Perù e Stati Uniti). Agenda fitta da scoppiare che al ritorno in Spagna si è arricchita di un altro tour de force da 30.000 chilometri in tre settimane tra Germania, Norvegia, israele, Palestina, Thailandia e Malesia. Giro del mondo chiuso con il viaggio a Roma per l’udienza con Papa Francesco (13 agosto) prima delle due gare ufficiali con il Barcellona.

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