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La notizia prima di tutto: il Milan ha commesso un errore  nella compilazione della lista per la prossima Champions League non inserendo El Shaarawy nella lista B ed escludendo così per mancanza di posti Niang o Saponara. Svista grave di cui si è assunto pubblicamente la responsabilità l’ottimo Umberto Gandini, uomo Uefa del club.

La vicenda potrebbe anche chiudersi qui. Gandini è uno dei dirigenti più preparati ed esperti del calcio italiano, maneggia le cose europee con grande abilità e probabilmente è incorso in una dimenticanza in ore di grande stress, tra la fine del mercato, l’arrivo di Kakà da celebrare e le incombenze per la lista da portare a termine. Si è assunto la responsabilità dell’errore e certamente il Milan non si sogna di farlo fuori per questo.

Lo scivolone, però, rimanda dritto a un episodio simile datato settembre 2011 quando a fare confusione con le norme Uefa fu l’Inter del dopo-Eto’o. L’erede del camerunense passato all’Anzhi fu scelto in extremis e non poteva essere inserito nell’elenco per la Champions avendo già disputato un preliminare con altr squadra. Nessuno, però, se ne accorse e così la figuraccia con Forlan e con il mondo su notevole. Nessuno se ne assunse mai la responsabilità.

Fin qui la differenza tra l’atteggiamento dei due club che segna un indubbio punto di merito per il Milan e per Umberto Gandini: si sbaglia, si ammette e poi si ricomincia. Poi, però, c’è l’aspetto curioso della vicenda. Quell’errore dell’Inter con Forlan provocò una vera tempesta mediatica. Basta dare un’occhiata alla prima pagina della Gazzetta dello Sport del 4 settembre 2011: ‘Pazzesco Inter, niente Champions per Forlan’. Due anni esatti dopo tutto è cambiato e trovare sulla prima della Rosea la notizia è un’impresa. L’errore del Milan diventa un più innocuo ‘caso-Niang’ e tanti saluti. Piccolo ma significativo esempio di cosa significa la potenza mediatica di una società.

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Comments

  1. Giuseppe De Vivo says:

    Sicuramente il Milan ha una grande potenza mediatica e la Gazzetta è uno dei giornali che più appoggia i rossoneri (basta vedere tutto quello fatto e scritto per il ritorno di Kakà), ma non mi sento di dire che ci sia stata questa ingiusta differenza di trattamento. Forlan per l’Inter doveva essere il sostituto di Eto’o, cioè del giocatore più forte della squadra (come se il Milan avesse dimenticato di mettere nella lista Balotelli, più o meno) e, inoltre, in quel periodo non doveva giocare la nazionale e non teneva banco una questione importante come quella del sostituto del commissario tecnico. Per tutti questi motivi posso accettare che la Gazzetta abbia riservato uno spazio notevolmente inferiore a questa vicenda rispetto a quella di Niang.

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