Thohir, Moratti e il Deserto dei Tartari

Prime pagine Thohir punto domandaNel Deserto dei Tartari di Buzzati il giovane Drogo ebbe in sorte di attendere tutta la vita l’arrivo dei nemici, arroccato nella sperduta Fortezza Bastiani, quasi consumato nell’osservazione quotidiana dell’orizzonte. Massimo Moratti non arriverà a tanto, però i cento giorni della trattativa con Thohir che hanno animato l’estate del calcio italiano cominciano ad assomigliare sinistramente alla vicenda di Drogo. C’è una fortezza (l’Inter), un padrone di casa (Moratti) e un nemico-amico che deve venire da lontano, sempre annunciato e raramente materializzatosi in persona.

Cento giorni dal 25 maggio scorso, giorno del primo incontro tra Moratti e il giovane Erick che ha segnato l’avvio ufficiale della nuova Era. In questi tre mesi e spicci, il paziente Massimo ha ascoltato, trattato, discusso, limato, studiato, ribattuto. Si è arrabbiato e poi se l’è fatta passare. Ha provato a rassicurare se stesso e i tifosi, ha rispedito al mittente un’offerta di collaborazione, aperto all’IndoInter ma anche provato a tener duro. Cento giorni vissuti pericolosamente, con quell’aria sempre un po’ così di quello che passa di lì per caso e butta lì un paio di domande, chiedendo informazioni.

L’ultima dichiarazione ufficiale sfiora il surreale. Presidente, è vero che Thohir arriverà in settimana a Milano? “Si dice questo, ma mi sono informato e credo proprio che non sia così”. Martedì 3 settembre 2013, il giorno 101 della nuova Era. Con un ‘boh’ all’inizio della risposta sarebbe stata la perfetta imitazione di Bobo Vieri. Ovviamente non è così. Massimo Moratti conosce (e bene) tempistica e modalità della trattativa con Thohir. Quello che colpisce è lo svolgimento di una trama in cui, oltre ai due protagonisti, sulla scena si sono affacciati anche comprimari ciascuno con una parte da recitare.

Le certezze? Due date: 25 maggio e 25 luglio, i due incontri faccia a faccia tra Moratti e Thohir. La volontà dell’indonesiano di prendersi l’Inter e le resistenze dell’attuale proprietario a cedere il gioiello di famiglia. Il resto è stato contorno, con molte intuizioni e notizie vere e altrettante fughe in avanti che si sono rivelate per quello che erano: bufale. Lo zenit nelle ore dell’assolato Ferragosto di Milano, con l’avvistamento di Erick a Milano (insieme alla famiglia) e poi la rapida smentita: si trattava del fratello Garibaldi.

A ben vedere anche la smentita si è rivelata non del tutto precisa. “Torno non prima di fine agosto” aveva dettato Thohir all’Ansa. E giù previsioni: closing il 26 agosto subito dopo Inter-Genoa. Anzi no, il 3 settembre appena chiuso il mercato. Non è successo nulla e non era accaduto niente nemmeno il 28 luglio, altra calda domenica milanese in cui – secondo i bene informati – era stato addirittura prenotato un notaio (Giuseppe Calafiori dello studio notarile Severini-Ricci-Calafiori) per apporre le firme sul benedetto preliminare. O, meglio, fare signing per poi arrivare al closing, parente prossimo dello shopping che il magnate indonesiano ha programmato nel calcio italiano.

A provare a mettere in fila le date delle probabili svolte viene il mal di testa… per leggere l’articolo integrale clicca qui

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