Ricavi record e debito abbattuto: così il Real si è permesso Bale

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Mentre mezza Europa si interroga sulla moralità dei 101 milioni spesi dal Real Madrid per acquistare Bale e sulla montagna di soldi messa in conto per progettare il rinnovo-monstre di Cristiano Ronaldo (17 milioni netti fino al 2018), Florentino Perez pubblica i dati del bilancio dell’ultima stagione. Numeri che spiegano perché a Madrid si possono permettere Bale e altrove no.

Il Real è una macchina da soldi. Guadagna sempre di più e – come già anticipato dall’analisi pubblicata da Calcinfaccia sul rapporto con le banche (leggi L’ORO DI MADRID) – sta progressivamente abbattendo anche l’indebitamento. La scorsa stagione si è chiusa con ricavi record da 520, 9 milioni di euro (+1,3% rispetto ai 514 del 2012, prima volta di un club calcistico oltre il muro del mezzo miliardo), utile di 36,9 milioni e patrimonio netto di 311,9 (+13,4%).

Inutili le polemiche sul regime fiscale da ‘onlus’ della società. Va cambiato e armonizzato al resto d’Europa, però agisce solo sul risultato netto prima delle imposte (circa 47 milioni) con un vantaggio di pochi milioni di euro. Con questo bilancio Perez ha potuto finanziare una campagna acquisti da 181 milioni, spesi per arrivare a Bale, Isco, Illarramendi, Carvajal e Casemiro. Avrebbe potuto sostenerla anche senza cedere alcun pezzo pregiato e, invece, il Real Madrid si è adeguato al nuovo corso delle big europee e ha venduto per 114 milioni.

Significa in soldoni che anche il bilancio 2013-2014 sarà in linea con gli ultimi che hanno permesso non solo investimenti fuori mercato ma anche una politica di rientro da debito che ha pochi eguali in Europa. E’ forse il dato più interessante (anche se quello che stuzzica meno la fantasia dei tifosi). Nel 2009 l’indebitamento era arrivato a 327 milioni di euro. Un anno fa era più che dimezzato (124,7 mln), adesso è addirittura sceso a 90,6 mln con un calo del 24,7% negli ultimi dodici mesi.

Il Real Madrid è amministrato bene. Questo dicono i numeri. Negli ultimi dieci anni ha investito oltre 200 milioni di euro in opere legate allo stadio. Ha sfruttato al meglio il ‘regalo’ iniziale del cambio di destinazione della Ciudad Deportiva e da lì è decollato. La lettura del suo bilancio dovrebbe essere resa obbligatoria a quanti lo prendono ad esempio come negazione del fair play finanziario. I nemici di Platini stanno altrove.

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