Mino&Mario, padroni del Milan

Balotelli e RaiolaE alla fine Balotelli chiese scusa. Senza esagerare, perché non era il caso, ma dicendo quelle due o tre cose necessarie per poter restare nel giro che conta evitando, ad esempio, di cadere un’altra volta nell’errore già fatto in passato di non dare a Prandelli la sponda per giustificare il suo ritorno in nazionale come figliol prodigo da educare prima ancora che da allenare.

Un’operazione orchestrata da Mino Raiola e che, però, lascerà qualche strascico perché modi e tempi scelti dal potente manager di Mario sono da vero padrone in casa del Milan. E’ stato lui a convincere Balotelli che era arrivato il momento di parlare ed è stato lui a decidere gli interlocutori con cui farlo.

Raiola ha voluto a Milanello solo due testate: la Gazzetta dello Sport e Sky. Probabilmente avrebbe fatto direttamente a meno della seconda, ma i circa 90 milioni che la tv satellitare garantisce ogni anno al Milan hanno reso impossibile l’operazione da libro Cuore solo con la Gazzetta che, però, ha avuto l’esclusiva dell’intervista, tanto che Sky ha potuto trasmettere solo un piccolo stralcio dell’incontro fino a quando non è uscita l’edizione cartacea del giornale.

E’ stato Raiola a decidere anche il giornalista salito a Milanello per parlare con Balotelli e, a sorpresa, non sono state le tradizionali firme Milan, ma Carlo Laudisa, esperto di mercato e uomo che il procuratore napoletano evidentemente ha ritenuto più affidabile di chi segue i rossoneri tutto l’anno e ha magari il polso della crescente insoddisfazione che si respira in via Turati per le continue balotellate.

Aver tenuto fuori dalla porta tutti gli altri è costato a Pippo Sapienza, responsabile della comunicazione Milan, un pomeriggio di fuoco. La linea ufficiale è stata che Sky paga più di tutti e quindi ha diritti che altri non hanno con buona pace di Mediaset-Finivest che di soldi sul Milan ne ha riversati a montagne nell’ultimo quarto di secolo. Ma anche gli alberi di Milanello sanno che Galliani ama Sky (assegno a parte) e che il suo rapporto con Mediaset non è quello che si potrebbe immaginare.

Il risultato di questa giornata di scuse (a metà) e di faticose trattative sono le prime pagine e gli articoli del giorno dopo. Balotelli esce con la fedina ripulita e l’immagine da fuoriclasse emergente sulla Gazzetta, viene rimesso sul mercato dal Corriere dello Sport e criticato (‘Scuse a metà’) da Tuttosport. Gli altri spaano più o meno a zero. Siamo solo all’inizio di un lungo inverno. Balotelli è destinato a lasciare il Milan nell’arco di pochi anni e un’eventuale mancata qualificazione alla Champions potrebbe accelerare il distacco. La vicenda del rosso per minacce a Banti ha aperto una crepa profonda nel suo rapporto con l’ambiente-Milan anche se da oggi tutto tornerà apparentemente alla normalità. Fino alla prossima follia e al prossimo equilibrismo di Raiola per rimetterlo in carreggiata.

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