La Primavera di Udine

UdineseSul fatto che i giornali difficilmente avrebbero resistito alla tentazione di titolare sulla sconfitta di Allegri contro il nemico Inzaghi nella partitella a Milanello del mercoledì non si accettavano scommesse. Troppo facile vincere. Che avrebbero messo il gol del ragazzino Yaffa in fila con gli schiaffi presi a Caen tirando una sottile riga rossa fino agli stenti di inizio stagione pure.

Però è altrettanto evidente che il racconto dell’epica caduta dell’undici rossonero contro i fratellini minori, guidati dal prode Inzaghi in una sfida di una cinquantina di minuti dal valore vicino allo zero, non aggiunge nulla all’analisi sul momento del Milan. Carta buona per incartare il pesce, per riciclare una vecchia battuta che gira tra i (molti) non-lettori del nostro Paese.

Il significato tecnico della partitella è pari a zero e, a differenza di quanto accaduto a Caen, lo stesso vale anche per ogni discorso motivazionale. L’unica cosa buona è che il Milan è in crisi d’identità e non era nemmeno difficile prevederlo dopo una campagna acquisti costruita nelle solite 96 ore successive alla qualificazione in Champions, vendendo Boateng, riportando a Milano Kakà, prendendo Matri e consegnando ad Allegri (in scadenza e, dunque, debole come non mai) un gruppo che nulla aveva a che fare con quello che fino a lì era arrivato.

Molto più comodo raccontare oggi della disfida di Milanello piuttosto che argomentare allora sulla difficoltà del compito assegnato al povero Max. E poi il Milan è sempre il Milan, che diamine. I non-lettori dei giornali sportivi italiani non sapranno mai, ad esempio, che mentre a Milanello Yaffa umiliava Mexes, sul campo principale del Centro Sportivo Bruseschi un certo Bruno Fernandes si prendeva gioco di Danilo.

La cronaca è riportata con dovizia di particolari dal Messaggero Veneto. Una sfida a campo ridotto (“particolarmente accesa” nel report del sito ufficiale dell’Udinese), arbitrata da Guidolin e finita 4-0 per le riserve contro i presunti titolari. Che non l’hanno presa benissimo. Si racconta di litigate in campo tra Danilo e uno sventurato compagno di squadra per una diagonale sbagliata e di interventi da rosso diretto sulle riserve colpevoli di lesa maestà.

Sarebbe bello chiedersi cosa sarebbe successo sulle prime pagine di oggi, occupate dall’affare-Jakartone, se Danilo fosse il difensore centrale del Milan e Bruno Fernandes un ragazzo della Primavera di Inzaghi. Esercizio utile a capire la consistenza dell’informazione sportiva italiana oggi. Allegri si consoli e Guidolin pure. In fondo anche Sacchi le prese dal Pontedera prima di volare negli Stati Uniti e finire a un rigore dal titolo mondiale.

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