A testa bassa (davanti agli ultras)

Curva ultrasLa verità è che non ci saremmo aspettati nulla di diverso rispetto a quanto è accaduto. A volte,però, almeno la forma andrebbe salvaguardata e, invece, il modo scelto da Inter e Milan (e dal calcio generale nel suo insieme) per cedere al ricatto delle curve pare indecente così come il fatto stesso che in nome di una non meglio specificata pacificazione anche questo tentativo di portare un po’ di civiltà nei nostri stadi sia stato accantonato.

Il comunicato congiunto dei due club ai propri tifosi (?) manda alcuni messaggi precisi. Intanto li riconosce come interlocutori e riconosce la loro protesta contro le norme anti discriminatorie segnando un punto di non ritorno con tanti saluti alla legge che vieterebbe qualsiasi rapporto con la tifoseria non organizzata in club ufficiali.

Inter e Milan, però, fanno molto di più: dopo averla riconosciuta, affiancano quella protesta definendo la norma “per molti versi discutibile” e spiegando in modo ufficiale di ritenere accettabile che in uno stadio italiano si continui ad ascoltare quel campionario di schifezze che certamente non saranno razziste, ma in ogni caso tengono ancorato il calcio nel nostro Paese a logiche da anni Ottanta mentre altrove nel mondo sono state da tempo superate.

“La società farà quanto in suo potere per modificare le norme che riguardano l’accesso agli stadi, ma ha bisogno del vostro aiuto” è la conclusione del comunicato. Un capolavoro: i club chiedono un appoggio agli ultras per ricattare a loro volta la Figc (e forse anche l’Uefa), confidano nella collaborazione delle curve, spiegano che esistono modi per portare avanti la protesta senza arrivare a multe e chiusure di settori. Da oggi, insomma, Abete e Platini sanno che quando si siederanno al tavolo con Galliani, Moratti o chi per lui e tutti gli altri, non avranno di fronte interlocutori che perseguono lo stesso obiettivo, ma dirigenti completamente asserviti al potere degli ultras.

Il finale di questa vicenda è amaro e scontato. Il nostro calcio è sotto schiaffo da almeno vent’anni e continuerà ad esserlo per i prossimi. Ora che anche l’ultimo velo è caduto ci vengano risparmiate almeno le ipocrisie verbali di chi si dissocia secondo convenienza. Abete ha fatto bene a lottare per non reinserire le esimenti e attenuanti: i club non fanno nulla per rescindere il legame con gli ultras.

PS – Nell’ultimo weex end di calcio i club italiani (Inter, Milan, Roma, Juventus e Napoli) hanno pagato in solido 300.000 euro di multe per il comportamento dei loro ‘tifosi’. Pensa che colpo sarebbe stato se nel comunicato congiunto avessero annunciato azioni in ogni sede per rivalersi contro i loro interlocutori…

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