Il coraggio di salvare Cuadrado

CuadradoA stretta norma di regolamento è molto probabile che il Giudice sportivo Tosel non abbia nessuna possibilità di accogliere il ricorso della Fiorentina e cancellare la squalifica (certa) di Cuadrado aggiungendo la beffa al danno causato dall’errore di Calvarese.

Le regole sono chiare in proposito e anche i precedenti evocati a supporto del tentativo della società viola non possono in alcun modo essere equiparati a quanto accaduto al Franchi. Non vale per il famoso perdono concesso a Van Basten che non aveva sgomitato De Marchi nel ’92 (allora si usò l’escamotage di dire che il colpo non era stato “intenzionale” derubricandolo ad ammonizione con diffida) e nemmeno per la squalifica cancellata a Toni nel 2006 e quella condonata al giocatore del Varese Grillo alla vigilia dello scorso Natale.

Precedenti che non aggiungono nulla perché negli ultimi due casi la prova tv fu ammessa, ma secondo quanto previsto dall’articolo 35 del Codice di Giustizia sportiva secondo il quale le riprese televisive sono ammesse come prova a discarico purché all’interno di una serie di paletti ben definiti. Il caso-Cuadrado non ricade entro nessuno di quelli fissati dalle norme e la Fiorentina dovrà farsene una ragione.

Il codice dice che la prova tv presentata da una società o da un singolo tesserato può aver valore per dimostrare che un giocatore non ha commesso un fallo di “condotta violenta” o “gravemente antisportiva” elencando con precisione la casistica e segnalando – nel caso della simulazione – gli episodi in cui dal tuffo scaturisca l’assegnazione di un rigore o l’espulsione dell’avversario ‘innocente’. E’ quanto era avvenuto a Toni nel settembre 2006 con Paci in Fiorentina-Parma (e Paci venne a sua volta fermato per 2 giornate), a Zalayeta, Adriano e tutti quelli squalificati per simulazione da rigore e anche allo stesso Grillo di Varese-Crotone perché la finta del suo avversario aveva provocato l’espulsione di Grillo con rischio di pesante squalifica.

Il regolamento, dunque, prevede che la prova tv sia ammessa quando si sia ottenuto un vantaggio diretto dalla simulazione. Non è il caso di Cuadrado ma è evidente che l’episodio di Fiorentina-Napoli ha smascherato una mancanza nelle norme federali. Che fare? A logico nulla. Poi c’è il buonsenso e sarebbe bello che Tosel interpretasse lo spirito della norma ed evitasse la beffa. In fondo è già avvenuto senza che nessuno gridasse allo scandalo. Per intenderci, il Milan fuggito dal campo di Busto Arsizio per razzismo avrebbe dovuto essere sanzionato e, invece, non avvenne perché, scrisse Tosel, “gli essenziali valori che informano lo sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà”. Oppure lo slalom salva-club sulla tolleranza zero contro la discriminazione territoriale che ha visto una pena sospesa (Milan) prima ancora del cambio di regole.

Insomma si può fare. Tosel può restituire Cuadrado alla Fiorentina e mettere nero su bianco che l’articolo 35 va integrato e aggiornato. Poi sarà il prossimo consiglio federale a muovesi di conseguenza. Un atto che sarebbe coraggioso e coerente al tempo stesso. Succederà?

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